>>Gli Occhi degli altri – Di fronte al lago

Gli Occhi degli altri sono: Stefano Morganti (chitarra, voce); Pietro Bonaiti (batteria, voce) Alessandro Beri (basso, voce); Giorgio Lanfranconi (chitarra; synth). Dopo aver pubblicato un singolo dal titolo La vertigine nel 2014, la band ha pubblicato un album dal nome Di fronte al lago nel gennaio del 2016 per La Clinica Dischi.

Riguardo tale album leggiamo alcune righe del comunicato stampa giunto a System failure:

“Di fronte al lago” nasce proprio così come è stato chiamato, sulle rive del lago di Como in paesi sperduti dove le acque trovano tregua sulle sponde erbose per poi dare spazio a boschi e cascine circondate da piccole strade di cui spesso non si conosce la destinazione finale. Un disco che è come noi nella sua istintività, nella sua attitudine melanconica e nel suo immaginario laghée. Strumenti picchiati e suoni cattivi per raccontare esperienze che ci legano a fedeli compagni di viaggio e allo stesso tempo raccontato di passati ormai lontani, ma mai del tutto dimenticati…

System failure ha ascoltato Di fronte al lago e queste che seguono sono le nostre impressioni a riguardo. In questo disco appuriamo la presenza di elementi alternative rock, grunge, indie rock, emo e punk. Il disco comincia con la graffiante Naif, breve ma incisiva, canzone che ci ha fatto pensare al primo album dei Verdena, impressione che abbiamo avuto ascoltando anche il resto dell’album.

Poi arriva Andare avanti e qui le sferzate sonore piene di irruenza continuano accompagnate da melodie dolci. Infatti, melodia e potenza raggiungono un discreto equilibrio in questa band. Andare avanti trasmette tanta passione e tormento con evoluzioni sonore notevoli. Quello di questa band, tra l’altro, è un alternative rock ruvido e marcato che lacera il petto!

Nebbia arriva con la sua aria soffusa e vibrante e rapisce tutta l’attenzione dell’ascoltatore. Qui un’atmosfera densa di profondità e poesia dona al pezzo un tocco di magia. Dopo metà pezzo comincia un climax pieno di tensione che viene troncato all’improvviso per poi prendere di nuovo slancio. La vertigine mostra una profondità simile a quella offerta in Nebbia. C’è energia e spasmo in La vertigine, una canzone procace e impetuosa. Qui le scariche elettriche di sicuro non mancano. Non mancano nemmeno delle suggestioni atmosferiche.

Passo falso è piena di trasporto e risulta abbastanza coinvolgente. Gli Occhi degli altri sembra sapere quando è il momento giusto per osare e quando è il momento di fermarsi e mostrare tappeti sonori di grande effetto. Questo che diciamo è nitido se ascoltiamo questa canzone ma anche il resto dell’album. Passo falso dimostra tanto spessore artistico offerto in modo alquanto congeniale.

Arriva un’altra canzone breve, ossia Guarda me e qui come altrove ci sembra di ascoltare delle striature postpunk lievemente percettibili. Contro vento chiude le danze. Inizia con suggestioni atmosferiche di grande fascino su cui si innesta un cantato caldo e appassionante. Poi arrivano le solite vampate sonore in stile Gli Occhi degli altri. Ascoltando questa band oltre ai già citati Verdena viene da pensare anche a band come i Marlene Kuntz o gli Afterhours.

Gli Occhi degli altri con questo disco ben si piazza nell’immaginario italiano alternative rock. Prende spunto dai nomi citati e ricava uno stile proprio ben definito offrendo un sound a tratti accattivante e a tratti tanto energico e scalpitante. Per noi Di fronte al lago è un opera da encomiare, senza dubbio, senza alcuna remora. Da 1 a 100 questo disco vale 85. Su System failure di solito non diamo voti ma qui vogliamo far capire alla band quanto abbiamo apprezzato questo lavoro pieno di fervore e di entusiasmo. Allora alla grande! Well done!

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