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Gianni Carboni – “La base”

La base” è il secondo album dell’artista Gianni Carboni, il quale evolve il suo sound a favore dell’elettronica, senza per questo tralasciare l’energia e la carica del rock. System failure ha ascoltato “La base” e quelle che seguono sono le nostre considerazioni a riguardo.

Il sound di Gianni Carboni nell’album in questione fonde alternative rock, synthpop e pop in un mix sicuramente tanto accattivante. Tale sound fa pensare a band come Depeche Mode, Subsonica, Negrita e Ottodix, artista quest’ultimo recensito su System failure(https://www.systemfailurewebzine.com/ottodix-micr%cf%89mega/). Se ascoltiamo, per esempio, “Message in a bottle”, troviamo anche sonorità sci-fi/ambient alla Daft Punk della colonna sonora di “Tron: Legacy” con spirali sonore stupefacenti e una cassa talvolta dance.

Tappeti sonori tanto ambient ci sono pure nella traccia di chiusura dell’album “Dark waves” con il featuring di Andrea Manca. Una canzone tanto evocativa con alcune sferzate sonore/assoli impressionanti dispersi nella canzone. Con “La base”, title-track dell’album, abbiamo un cantato tanto melodico, che troviamo spesso in questo album, accompagnato da inserti electro sempre tanto catchy insieme al ritornello. Altra perla di questo album questa canzone. “La base” è anche presente su youtube con un video, video che mostra una ragazza(Rosalia Mulas) che visita alcuni tra i luoghi più famosi di Parigi.

Fantastico l’esordio electro dell’opener “Percorsi incoerenti”, tanto ammaliante grazie al ritornello. Azzeccate le variazioni in questa canzone la quale dimostra, come altre dell’album, un songwriting più che buono. Molto apprezzabile anche la produzione sonora, tanto lavoro è stato fatto e si vede. Inoltre, l’appeal in questo disco certamente non manca. “La città che non dorme mai” mostra, in alcuni passaggi, muri sonori che sembrano invalicabili grazie anche alla potenza conferita dall’elettronica. Parole simili possono essere usate anche per “Diario di un soldato” come per altre canzoni dell’album. “Diario di un soldato” presenta tante variazioni, un’altra peculiarità di questo album.

Da citare assolutamente anche la stupenda “Il rock è morto (?)”, domanda retorica che molti si pongono da tempo ma tutti conosciamo bene la risposta: si è tanto evoluto…. Questa è la migliore canzone dell’album per noi, quella pronta per conquistare una nazione intera.

Il rock di certo non è morto e grazie all’elettronica si è evoluto tanto e ci ha portato fenomeni come i Muse, Marilyn Manson o i Nine Inch Nails, tanto per nominare qualcuno. Anche Gianni Carboni con il suo sound ha seguito tale evoluzione: egli ha saputo abbinare in modo sbalorditivo la sua “gagliardia rock” dall’afflato spesso pop con un uso sapiente dell’elettronica. Questo mix sonoro risulta tanto arrembante e ci conquista non poco. Infatti, la musica di Gianni Carboni ci travolge, ci emoziona, ci “penetra” i timpani: “La base” dimostra tutto il suo talento e l’eccezionale lavoro di produzione che è stato fatto.

https://www.giannicarbonimusic.com/

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