>>Fukjo -Quello che mi do

Il nuovo lavoro della giovane band pugliese Fukjo s’intitola Quello che mi do ed è in uscita per il 28 febbraio 2017. Con Giulio Ragno Favero (Il Teatro degli Orrori, One Dimensional Man, Off Muziek) in cabina di regia presso il Lignum Studio di Padova e il mastering affidato ad Andrea De Bernardi presso lo studio Eleven Mastering, Quello che mi do narra il racconto degli ultimi tre anni di vita vissuta della band: cambi, fratture, rinascite. Il risultato si traduce in cinque tracce fulminanti tra noise rock ed intrecci psichedelici. Seppure in continuità con le sonorità del primo album Wasabi(2013), il nuovo l’EP raggiunge una maggiore consapevolezza e maturità, frutto degli ultimi anni di intensa ricerca.

System failure ha ascoltato Quello che mi do e quelle che seguono sono le nostre considerazioni a riguardo. C’è alternative rock, c’è psichedelia, c’è punk in questo splendido album dei Fukjo, una formazione che punta davvero alto. Fukjo, con le sue sonorità spesso di una intensità prodigiosa, è una sorpresa per System failure. Qui amiamo il “dirty sound” e quando è così cazzuto e prorompente come succede in Fukjo non possiamo che elogiarlo a dismisura con un plauso spropositato.

Dal comunicato stampa giunto in redazione leggiamo che questa band è

un’idea nata dalle precedenti collaborazioni del trio Giuseppe Dagostino, Enzo Cannone e Giuseppe Perrone, tre giovani musicisti pugliesi. Al lavoro intrapreso, dal punto di vista compositivo, da parte di Dagostino (voci, chitarre) e Cannone (cori, basso, synth), cominciato nella primavera del 2011, si aggiunge la carica ritmica del batterista Perrone che dà al progetto le giuste peculiarità ritmiche. Le prime apparizioni della band avvengono nell’estate 2012, sul palco dell’Indigesto Art Festival. I seguenti live di spessore danno consapevolezza alla band, la quale decide di portare a termine gli arrangiamenti degli ultimi brani che avrebbero completato la tracklist del loro album di debutto “Wasabi”,pubblicato in collaborazione con Enter nel 2013. Il lavoro vanta l’apporto delle sonorità “estatiche” e “cosmiche” delle voci di Lisa Masia e Marina Cristofalo, ovvero Lilies On Mars, le due musiciste italiane di stanza a Londra creature del maestro Franco Battiato. Al disco partecipa anche Pierpaolo Capovilla,leader de Il Teatro degli Orrori, che in apertura di un brano canta versi di Pasolini.

Come abbiamo letto il nome Lilies on Mars nel comunicato siamo saltati sulla sedia dato che su System failure abbiamo parlato di loro tante volte e siamo come invaghiti della loro musica, delle loro sonorità. C’è tanto delle Lilies on Mars in questa band che, oltre alle influenze su citate, presenta anche sonorità dreampop alquanto atmosferiche e profonde. Ci sono anche distorsioni “apocalittiche” e frementi in Fukjo. Da sottolineare anche le ritmiche talvolta frenetiche e sconvolgenti per l’orecchio dell’ascoltatore. E poi come non dire che ogni canzone di questo Ep è diversa dalle altre. Quello che mi do è un viaggio immenso nel mondo sonoro che Fukjo sa offrire e scatenare…

Fukjo con le sue canzoni, oltre alle Lilies, ci fa pensare a band come Verdena e Marlene Kuntz. Il loro sound è complesso, è eccellente, è superbamente efficace. Ci sono sferzate di grande potenza e profondità ma ci sono anche pause sonore alquanto riflessive. Le sonorità che abbiamo ascoltato in Fukjo a tratti ci hanno spaccato il cuore e ci chiediamo cosa saranno capaci di fare quando diventeranno “grandi”…Quello che mi do, comunque tutto, è il manifesto della “grandezza” attuale di questa band…

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