Foredawn – “Foredawn”

Foredawn è l’omonimo l’album di debutto della band milanese Foredawn, formata da Irene Franco(voce), Mattia Stilo(chitarra), Riccardo Picchi(chitarra) e Ivan Franco(batteria). La band propone un alternative metal alquanto oscuro, un alternative metal che spesso assume i connotati del gothic metal.

Dieci tracce inedite ed un’imperdibile cover del brano di successo You Spin Me Round (Like a Record) dei Dead Or Alive in chiusura, compongono questo debutto che vede alla produzione artistica Emiliano Camellini (Wolf Theory/Mellowtoy) ed è stato registrato e mixato da Frank Altare presso Aemme Recording di Salvatore Addeo di Lecco e 33Hz Studio di Trezzo Sull’Adda (MI). System failure ha ascoltato questo album e quelle che seguono sono le nostre considerazioni a riguardo.

Dopo l’intro Cliffs of mother, intro tra gothic metal ed heavy metal, arriva Eternal Fight e subito possiamo apprezzare il sound tumultuoso ed oscuro della band milanese che ha tra i suoi punti forza il cantato carismatico e potente di Irene Franco che a tratti fa pensare a Cristina Scabbia dei Lacuna Coil. Infatti, pensiamo spesso a questi ultimi ascoltando questo album. La produzione sonora è impressionante qui come in tutto l’album. Grande il lavoro delle chitarre pure con dei power chord distorti alquanti potenti, chitarre affiancate da una batteria killer. Che esplosioni sonore ascoltiamo in Eternal Fight!

Segue Insidious Dark con altri power chord incredibili e refrain memorabili, tutto sempre accompagnato dal cantato arrembante di Irene: le chitarre ci arrivano come delle mitragliatrici e le melodie della lead vocalist li ammorbidiscono. Tears are fallen parte con chitarra heavy metal e poi c’è l’ingresso di cantato e batteria che portano tanta energia al pezzo. Qui come altrove possiamo apprezzare stacchi e ripartenze oltremodo azzeccati che ci esaltano tanto. Altra band alla quale pensiamo ascoltando i nostri sono gli Stitched Up Heart per sonorità gothic metal simili anche se i Foredawn ci sembrano più oscuri della band americana. Altra band sono i New Years Day di alcune canzoni.

Poi arriva Buried Hopes con i suoi refrain iniziali e con il solito incedere martellante della band con Irene che raggiunge altezze siderali con la sua voce e ci fa pensare ad Amy Lee degli Evanescence. Verso metà canzone l’heavy metal si fa avanti prepotente e ascoltiamo un assolo di chitarra notevole.

Nightfire è il primo estratto di questo album uscito in audio streaming lo scorso 20 febbraio https://youtu.be/vgLl-vAt8SE. Riguardo questo pezzo che è la vera hit dell’album riportiamo alcune parole del comunicato stampa giunto in redazione: “Nightfire” nasce una sera in sala prove, scritta tutti insieme. Parla di una persona che per distaccarsi dalla realtà aspetta di lasciarsi andare all’ennesima notte di passione, nella speranza di sentirsi viva, di poter abbandonare paure e debolezze…per un solo momento o per sempre. Ci si abitua a soffrire…Ci si abitua alle pene…Eppure, se puoi ancora sentire il fuoco dentro di te, significa che sei vivo e che la speranza è l’ultima a morire. In Nightfire troviamo tutte le caratteristiche della band enunciate fino ad adesso tra cui l’ottimo connubio tra gothic metal ed alternative metal, il cantato “fulminante” di Irene, chitarre stupefacenti(come non notare l’assolo di metà pezzo) e una batteria instancabile.

Poi arriva Stronger con altre sfuriate sonore di indicibile vigore sonoro accompagnate dal cantato tanto catchy della lead vocalist. Verso la fine della canzone ritmiche e lavoro di chitarre terribilmente impressionanti. I stay here ci fa pensare agli Skarlett Riot di Regenerate. Qui i nostri diventano particolarmente martellanti ed elettrizzanti. Stesse parole possono essere usate per la seguente Signs. Nightmare rispecchia il titolo della canzone con i power chord e le sue atmosfere dark iniziali. Poi arrivano sonorità che collegano questa alle due canzoni precedenti. In queste ultime tre canzoni c’è tanta velocità e dinamismo. You spin me round chiude il tutto con i suoi stacchi imperiosi, cover della quale già abbiamo parlato all’inizio.

Questo album di Foredawn può essere definito con un solo aggettivo: impressionante! I Foredawn hanno creato un disco che va ascoltato più volte, un disco con il quale appassionarsi ed emozionarsi. Un disco che mostra in pieno il loro sound oscuro e tormentato, un disco dal quale, una volta ascoltato, è poi difficile staccarsene, ve lo assicuriamo!

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