>>Farewell – Sequoia

Oggi parliamo della one man band francese dal nome Farewell, band dalle sonorità electro-pop/trip hop. Jean-Baptiste Calluaud è il musicista e compositore che sta dietro questa band. La sua musica offre di tutto: è eclettica, è elettrizzante, è superbamente elegante e ricercata. Qui parliamo del suo ultimo album dal titolo Sequoia. Questo album arriva 22 mesi dopo il rilascio dell’album di debutto dal titolo Living EndsSystem failure ha ascoltato Sequoia e queste sono le nostre impressioni.

Doraleen, primo pezzo dell’album, ci introduce a sonorità di grande magnetismo. Farewell, con la sua musica, sembra coccolarci. I muri sonori in questa canzone sono lucenti e vibranti. L’elettronica di Farewell è complessa, è variegata, è potente, è di sicuro un prodotto interessante che coinvolge anche l’ascoltatore più distratto.

Jeanne è un colpo al cuore con la sua straordinaria forza e potenza. Infatti, c’è proprio tanta potenza sonora in questa band dove ascoltiamo anche influenze alternative rock e postpunk. Gabrielle presenta un’elettronica di grande spasmo, un elettronica piena di stimoli. Anche qui, ad un certo punto i tappeti sonori si fanno ampi e distesi oltre che tanto rombanti.

Meredith ci porta in una dimensione sognante. La musica di Farewell è anche dreampop, ambient e chill out. Detto già prima: è musica eccellente e raffinata. La musica di questo artista, in alcuni punti, mi ha fatto pensare a due maghi dell’elettronica ossia Apparat e Moby. Talvolta ho pensato anche a Boards of Canada. Violette offre delle esplosioni sonore stupefacenti. E’ una canzone che trasmette tanta speranza con il suo essere particolarmente struggente. Il beat, a tratti, è proprio, ipnotico.

Mia presenta dei suoni da videogame oltre a suoni ruvidi e marcati che troviamo un po’ in tutto l’album. Eve è tagliente e graffiante. Sequoia sembra una collezione di momenti di grande intensità, un diario di sensazioni ed emozioni, le quali sono tradotte in onde sonore scalpitanti. C’è tanta poesia nella musica di FarewellEllie sembra continuare la canzone precedente: le due hanno molto in comune. Il cantato, come succede in questa canzone per esempio, è lacerante e straziante. Spesso sembra un parlato. In Ellie abbiamo, talvolta, zampilli sonori che sembrano scendere dall’alto.

Poi arriva Ida con le sue atmosfere alquanto lucenti e smaglianti. Qui come altrove si respira una certa malinconia interiore. Eloise con il suo piano è profonda e poetica. Tenk chiude le danze con la sua profondità viscerale.

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