>>Doris – Doris

Come descrivere l’inconstanza in musica? Ce lo spiegano i Doris da Taranto con il loro post-rock sognante ed ipnotico ben espresso nel loro ep omonimo pubblicato il 14 ottobre 2016. System failure ha scritto qualcosa a riguardo come potete leggere da questa pagina html. Davide Esposito(voce e chitarra), Giuseppe Calvano(chitarra e cori), Fabrizio Fiore(basso) e Massimo Lucchese(batteria), con quattro modi di esprimersi eterogenei e compenetranti, ci offrono impressioni sonore di grande effetto che mirano a trasportare l’ascoltatore in una dimensione surreale, eterea.

Le loro sonorità prendono di sicuro qualcosa in prestito dall’alternative rock italiano(Verdena, Marlene Kuntz, CSI e altri). I nostri, però, portano qualcosa di nuovo che fonde potenza e dolcezza in un modo assolutamente originale. Ecco che torniamo all’inconstanza citata all’inizio. Qui esprimere l’inconstanza vuol dire stupire l’ascoltatore con variazioni e con colpi di scena che non ti aspetti. Ecco che l’inconstanza porta pregio e risulta tanto bella e tanto affascinante. Bellezza e fascino poi si accompagnano con la poesia e con una predisposizione naturale per il “prezioso” quando di parla della musica di Doris.

Nelle quattro tracce di Doris c’è risolutezza e determinazione nel tentativo di imporre un mondo sonoro colmo di intensità e scalpore, tra l’altro, un mondo sonoro dove c’è posto anche per tanta delicatezza, dove c’è posto anche per sonorità taglienti. Quindi, perché non ascoltarli? Ve li consigliamo vivamente…

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