DISPNEA – DISPNEA EP

Dispnea: termine scientifico che indica difficoltà respiratorie. Suonare é come respirare per questo trio siciliano e durante la pandemia sia respirare che suonare é diventato difficile. Per questo motivo Mauro Maniscalco, Leonardo Vetrano e Valerio Gambino mettono insieme questo progetto parallelo per continuare a fare musica.

Ci presentano il loro EP di 4 tracce intitolato con lo stesso nome della band: Dispnea, appunto.

E’ un post-rock/new wave di atmosfera con batteria, basso, synth e voce. Non ci sono chitarre. Già basso e batteria da soli riescono a creare grande atmosfera.

Testi e arrangiamenti sono minimal, ermetici e sintetici. Incolla il tutto lo studio Roadhouse11 di Cianciana con Francesco Less alla post produzione e consulenza artistica.

Traccia di apertura “Arturo”, l’unica traccia in italiano dell’EP. Arturo é il ‘cattivo di turno’ quel personaggio che c’é sempre nelle nostre vite e che ci mette i bastoni tra le ruote, colui che vorremmo togliere di mezzo….insomma c’avete presente…Arturo…quello li. Come loro stesso citano, c’é un richiamo dei CCCP dei tempi d’oro di “Emilia Paranoica”, con il ritornello urlato e reiterato ‘Arturo Maledetto’ e con l’atmosfera dark/punk new wave.

Segue “I Can’t Breath” e ancora sul tema del respiro…ma questa volta per critica sociale. Il testo é composto da nomi di persone uccisi ‘accidentalmente’ dalla polizia americana e la frase “I can’t breath” (non riesco a respirare) é stata resa famosa tristemente da uno di questi.

“Survive” parla della condizione di stato di sopravvivenza alla pandemia. “Little Mind” é invece la mente ristretta nelle illusioni dei social.

Batterie dalle ritmiche interessanti e non scontate, ben suonate e seguite da un basso portante e importante che svaria dai The Cure alla colonna sonora di Twin Peaks a suoni vintage e distorsioni più moderne.

La voce a tratti più urlata, a tratti morrisoniana nella recitazione tende a dare insolubilmente il tono dark alla band. I synth, ripetitivi, angoscianti, crudi, tipici della sperimentazione del krautrock, fanno il loro dovere nel contesto.

Consiglio questo EP agli appassionati dei generi dark/new wave. Per i non appassionati, se capita, consiglio di vederli dal vivo perché saranno di sicuro intrattenimento e grande atmosfera per poi decidere se lasciare l’atmosfera li o continuare e ricercare su questo stile.

A cura di RikiAbi

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