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Death Cell – Lancia in Resta

Franco Bonaccorsi(voce), Federico Cingottini(basso), Francesco Lenzi(batteria) e Alessandro Grassi(chitarra) formano i Death Cell, band alternative rock di Rosignano Solvay(LI). Qui parliamo del loro Ep dal titolo “Lancia in Resta”, Ep pubblicato con Native Division Records di Torino. System failure ha ascoltato “Lancia in Resta” e quelle che seguono sono le nostre considerazioni a riguardo.

Si comincia con “Il gioco delle parti” con i suoi refrain iniziali molto semplici che lasciano poi la strada a sonorità ruggenti che portano il nostro pensiero a band come Timoria e Litfiba. Ritornello molto accattivante per una canzone molto ben strutturata. Bello il finale con tremolo. Si continua con “L’altra porta” con le sue parti electro iniziali, una sequenza ben fatta senza dubbio. Qui, come altrove, si esalta tanto il cantato di Franco Bonaccorsi, cantato che è una delle colonne portanti di questa band. Poi la canzone si apre con riff sempre ruggenti che diventano l’asse portante della canzone sostituendo le parti electro. Anche qui sonorità alla Litfiba.

“Holiest” ci porta sonorità più gothic rock che mandano la mente a qualcosina dei The Cure di qualche decennio fa. I colori del pezzo sono abbastanza scuri, c’è un’aria tanto dark. Non mancano nemmeno alcune parti più noise. Pensiamo anche a qualcosa dei Litfiba di “17 Re”. Verso metà pezzo, inoltre, c’è un climax prodigioso.

“To…” chiude il tutto con le sue sonorità in parte hard rock. Davvero belli i riff dopo un minuto e mezzo. Qui ascoltiamo anche una batteria killer. Dopo tre minuti e mezzo il pezzo diventa tanto evocativo ed in parte melanconico fino ad arrivare anche qui ad un finale davvero incredibile.

Death Cell con “Lancia in Resta” ha fatto un lavoro encomiabile. Produzione sonora da 8 come pure il songwriting. C’è pure abbastanza appeal nel disco con un cantato da paura da parte del lead vocalist. Il disco per noi vale 86/100. L’alternative rock dei Death Cell, che assume talvolta i connotati sia dell’hard rock che del gothic rock, per noi è quantomeno entusiasmante. Il problema con “Lancia in Resta” è smettere di ascoltarlo: un disco che va assaporato pian piano, un disco che va ascoltato tante volte per cogliere le tante sfumature sonore. Poi, come non dirlo, il disco nel complesso funziona a meraviglia per l’ottimo lavoro di composizione ed esecuzione che è stato fatto.