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>>Baryonyx – Fuori Il Blizzard

Baryonyx è una band alternative/electro/rock di Livorno. La band è formata da Matteo Ceccarini e Antonio Morelli. Nel 2016 viene pubblicato “Fuori il Blizzard”, primo LP della band, con sonorità alternative/electro/rock e distribuito fisicamente e digitalmente in Italia e in Europa. Nel comunicato stampa giunto a System failure leggiamo che:

“Fuori il Blizzard” è il primo LP ufficiale della band italiana Baryonyx. Il disco si compone di 8 tracce con testi in italiano e sonorità alternative / elettro rock che, ascoltate in sequenza, consentono all’ascoltatore di rivivere il filo conduttore emotivo del disco: luci, bagliori, echi distanti, fuoco e ghiaccio, inferno e paradiso, male e bene, cavalcate stellari e fredde atmosfere primordiali di mondi lontani, il tutto mescolato con l’elettronica e il drum ‘n bass. Quest’ultima parte, accompagnata da chitarre quando sfuggenti quando graffianti, è stata realizzata in collaborazione con “Led Green”. Senza avere la pretesa del concept album, il disco presenta una storia, cantata e adeguatamente accompagnata, che passa da un’euforia iniziale (Mondo a Colori), all’improvviso smarrimento dovuto alla perdita (Inferno #3), per proseguire in una fase di estraniazione e successiva lenta ripresa (Ergosfera/ Trilobyte) che si concluderà con la nuova rinascita (Voce84). Il disco si conclude con la traccia P.P.F. acronimo di Passato Presente Futuro come sintesi del percorso fatto.

Luci bianche oltre lo zenit è una sorta di intro per Fuori il Blizzard, intro che ci introduce alle sonorità electro alquanto suggestive di Baryonyx. Poi arriva Mondo a colori e il viaggio intrapreso schiacciando il tasto play si arricchisce di altri suoni alquanto pulsanti. Ormai siamo entrati nel mondo sonoro pieno di luci splendenti e colori sgargianti di Baryonyx. La musica di questa band è preziosa, è elegante, è ricca di stimoli.

Con Inferno #3 tutto sembra cambiare con l’inizio della canzone con il quale si va in un antro cupo e spettrale e vengono recitati versi della Divina Commedia di Dante. Poi la canzone presenta suoni accecanti, tappeti sonori alquanto surreali ed onirici. Quanto è arrembante il sound di questa canzone.

Ergosfera è limpida e lucente. La luce sembra uno dei temi dominanti in Fuori il Blizzard, una luce serena, rilassante, piena di armonia. In questa canzone si parla di anima, si parla della società. In questa canzone c’è tanta poesia, c’è tanta delicatezza.

Bonacciale è fulgida e pimpante. E’ una canzone proprio elettrizzante ed emozionante. Dopo un inizio alquanto morbido il sound della canzone si apre e si fa tanto potente, energico ed incalzante. Con Trilobyte, come con le altre canzoni di Fuori il Blizzard, troviamo tappeti sonori alquanto sci-fi che si mischiano ad un cantato piuttosto magnetico. Come non scorgere anche influenze dream-pop in questa band. Inoltre, le spirali sonore presenti in Trilobyte sono alquanto ammalianti.

Voce84 comincia con muri sonori alquanto evocativi. Poi la canzone parte e il suo incedere è proprio arrembante. Anche qui ci sono “aurore sonore” davvero magiche e fatate. La musica di Baryonyx incanta, fa sognare, a tratti fa venire i brividi. E’ anche tanto pulsante e alcune parti di Voce84 lo dimostrano chiaramente.

P.P.F. chiude l’album con le sue sonorità ricche di fulgore, sonorità pregiate, sonorità che addolciscono l’animo. Fuori il Blizzard è piaciuto tanto a System failure: ci ha “rapiti” letteralmente. Ci ha inchiodati lì, come impietriti…

La canzone preferita di questo album? Di sicuro è P.P.F. con la sua dolce malinconia, con i suoi tappeti sonori che, a tratti, sono proprio toccanti. La canzone comincia con suoni morbidi e soffusi. Poi, come spesso succede in questo album, la canzone prende velocità e acquista potenza ed energia offrendo un climax di rara bellezza che ti tocca al petto! Dopo, comincia un’altra parte lenta che ci porta lontano con la mente. E poi ancora un altro climax ancora più potente ed elettrizzante. Infine la canzone si “spegne” pian piano…

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http://baryonyxband.com/