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Atwood – At Odds

Alice Grupallo(voce), Daniele Mammola(chitarra) e Alessio Bastia(basso) formano gli Atwood, band alternative rock di Milano. Il loro viaggio inizia nel 2017 con cover ri-arrangiate. Danno ai loro inediti un sound personale, in continua evoluzione, dallo stampo alternative e pop che fonde influenze post-hardcore con elementi elettronici. Qui parliamo del loro disco dal titolo “At Odds” pubblicato nel novembre 2018. System failure lo ha ascoltato e quelle che seguono sono le nostre considerazioni a riguardo.

Fin dai primi inserti electro dell’opener “Collision” ci rendiamo conto che quello di Atwood è un alternative rock che può far pensare a band come Dream State, ossia un alternative rock contaminato dall’elettronica con riff abbastanza ruggenti e un cantato femminile, ossia Alice Grupallo, catalizzatore di tanta attenzione. La potenza sonora non è mai troppa perché si da tanta importanza alla melodia. La sezione ritmica solida contribuisce a fornire un architrave sul quale poter meglio valorizzare le qualità della vocalist la quale si destreggia tra diversi registri con abbastanza naturalezza.

Nella seconda “Empty Room” una ritmica convulsa si accompagna con sonorità tanto ammalianti e Alice Grupallo da prove di estensione vocale. Azzeccati gli stacchi. L’uso dell’elettronica è sempre tanto curato ed esalta il sound della band conferendo sia tanta sostanza che creando “vuoti sonori” post rock che ci affascinano.

“Black mirror” è uno dei pezzi migliori della serie nel quale il songwriting, buono in tutto il disco, qui diventa quasi perfetto. Come non pensare pure a certi Flyleaf ascoltando questa band e volendo pure a band come Skarlett Riot o Forever Still di qualche annetto fa. “Zero” comincia in modo molto evocativo poi la canzone si apre e mostra la solita potenza della band. Grande drumming e riffing in alcune parti di “Waves”, ultimo pezzo della serie e “perla” del disco quest’ultima. “Waves” è pronta per far scatenare una nazione intera…

I pezzi sono abbastanza simili fra loro e rendono l’ascolto del disco tanto scorrevole. Elettronica molto curata e grande produzione fanno di “At Odds” un “must have” per tanti amanti di un certo alternative rock. Quindi, sonorità di respiro internazionale quelle che ascoltiamo con Atwood, una band che porta tanta “freschezza” nel panorama emergente italiano con il suo alternative rock tanto ben congegnato ed eseguito.

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