Artisti del colore sociale – “Adrenocromo”

Riccardo Sabbatini(produzione, chitarra e synth), Simone Mazziotti(testi e voce) e Filippo Saverino(chitarra) sono gli Artisti del colore sociale, band marchigiana che fonde rock, industrial, elettronica e pop in un mix a dir poco interessante. Qui parliamo del loro nuovo Ep dal titolo “Adrenocromo“. Quelle che seguono sono le nostre considerazioni a riguardo.

Si parte con un Intro alquanto sci-fi/industrial abbastanza martellante che subito ci presenta il sound di questa band, sound che fa pensare subito ai Nine Inch Nails per sonorità simili.

Si continua con la title-track Adrenocromo e qui possiamo apprezzare il cantato rappato di Simone Mazziotti che si accompagna con sonorità particolarmente dure e marziali e con afflati ambient ampi e distesi. Questa canzone sembra tentare di fondere i Nine Inch Nails con un cantato che fa pensare ai Linea 77. I refrain di synth sono particolarmente accattivanti.

Segue Filter con i suoi arpeggiatori iniziali che ci portano subito ad atmosfere sonore aliene. Si aggancia quasi subito il cantato di Simone. Poi arrivano altre sonorità roboanti alquanto taglienti. Una chitarra distorta oscura attraversa tutto il pezzo. Questa canzone trasmette una certa aria malinconica. Inoltre il ritmo è abbastanza convulso. Verso il finale c’è anche una sorta di climax quasi da industrial metal. Certamente ascoltando questa band oltre ai NIN vengono in mente anche band come Powerman 5000, Rob Zombie, Marilyn Manson, Kidneythieves et similia.

Inlaude esordisce con atmosfere sonore tanto evocative e viaggianti. Dopo metà pezzo arrivano altre pulsazioni sonore marziali con un beat tanto esaltante. Segue Formaldeide, canzone con synth davvero elettrizzanti, onirici e mentali oltre che tanto ammalianti. Con questa canzone Artisti del colore sociale diventano tanto interessanti ed intriganti, è una canzone che dimostra tanta maturità artistica. Ti viene di ascoltarla tante volte, ti entra proprio in testa, miglior canzone dell’Ep a nostro giudizio.

Con Plastica ci avviamo verso la fine dell’EP. Qui sonorità tra loro contrastanti, in un pezzo che risulta senza dubbio inconsueto. Strano e sorprendente con tante variazioni di ritmo e con refrain vocali ripetuti che rendono la canzone orecchiabile. Insieme a Formaldeide è un’altra perla dell’EP Plastica.

Timehole chiude il tutto con sonorità alla Nine Inch Nails di Fragile anche troppo evidenti nel suo esordio ma non solo. Qui troviamo un beat minimal/industrial tanto procace ed entusiasmante. Una canzone strumentale che è come il sigillo ed outro di questo EP. Il piano la fa da padrone con il beat in questo pezzo accompagnati da atmosfere sempre aliene che contraddistinguono gran parte della musica di Artisti del colore sociale.

Con una produzione sonora non sempre eccellente e da migliorare gli Artisti del colore sociale dimostrano di aver elaborato un sound che in Italia non propone assolutamente nessuno. Come accennato sopra, sanno fondere un cantato rappato applicato a sonorità che fanno pensare ai NIN. Quindi una sorta di hip hop industriale dagli influssi a tratti ambient a tratti minimal. Solo queste parole ci rendono conto della complessa operazione artistica che hanno compiuto questi ragazzi. Un sound innovativo che trasmette tra l’altro anche tanta ricercatezza sonora. Su System failure amiamo chi osa sperimentare, amiamo chi osa proporci cose nuove e non la solita “solfa”. Quindi diamo un bel 85/100 a questo EP degli Artisti del colore sociale.

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