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Antgul – Alchemy

Esce oggi “Alchemy”, album di Antgul, produttore musicale di edm originario di Pomigliano d’arco(NA) e ora residente a Los Angeles dove svolge anche attività di direttore della fotografia cinematografica e montatore video.

Presentazione di “Alchemy”:

Nascita, esistenza, dipartita. Elementi, molecole, processi di trasformazione cicli continui e rigeneranti, evoluzione (Nulla si crea nulla si distrugge), le 7 note come i 7 chakra, “Noi proveniamo dalle stelle, Noi siamo alchimia” -Astra-

L’intensa ed elevata cover dell’album e stata concepita e realizzata dal graphic designer napoletano Ivano Cannamela.

“Alchimia sonora”: questa la miglior locuzione per descrivere “Alchemy” di Antgul. Questo artista come un demiurgo dall’alto lancia strali che colpiscono l’ascoltatore e lo trasportano in altre dimensioni.

“Alchemy” è un’opera che trasmette eclettismo, è un marasma di suoni che si intrecciano e creano per noi fruitori una sorta di tunnel immaginifico dal quale una volta entrati è difficile uscire.

L’esperimento di Antgul è “decadente” ed innovatore allo stesso tempo: decadente perché tanto psichedelico e viaggiante, perché mira ad una sorta di nichilismo mentale per portare alla pienezza dell’assoluto; innovatore perché propone un minimal techno in una salsa nuova, un minimal techno non solo mentale e alla tedesca(vedi Apparat, Paul Kalkbrenner etc), un minimal techno che ha il sapore dell’ancestrale e dello sperimentale allo stesso tempo grazie all’apporto di un ambient interpretato in modo tutto personale ed alla presenza di glitch e di “svarioni” sonori tanto ponderati.

Link streaming Spotify: https://open.spotify.com/album/0YBfZ7znB3XCfyObKmOwMe

Recensione album:

Gli esperimenti di Antgul non finiscono mai. Il suo “Alchemy” comincia con l’opener “Heartbeat”, canzone che su system failure abbiamo già definito con le seguenti parole: “un’opera composita alquanto labirintica ed eccentrica allo stesso tempo. Sembra Mr Bungle tradotto in elettronica…un crogiolo di contrasti che cercano il giusto equilibrio, la giusta armonia, un crogiolo di contrasti che si esplicita talvolta con i glitch”(https://www.systemfailurewebzine.com/antgul-heartbeat/ ).

Poi arriva “Fade away”. Qui siamo in territorio minimal techno come in altre canzoni di questo album. Un beat portante è accompagnato da digressioni sonore psych/ambient/sci fi. Un pezzo che per alcune sonorità, a tratti industrial, manda il nostro pensiero a qualcosina dei Nine inch Nails. Non mancano passaggi più marziali. Anche qui qualche glitch ogni tanto. Un pezzo duro, roccioso, implacabile. Tanto ben dosata l’effettistica. Piazzato molto bene il piano.

Di “Radioisotope” come non notare esordio ed uscita di pezzo tanto ambient e psichedelici. La psichedelia ambient attraversa varie parti del pezzo. Come non notare anche alcune dissonanze. Pezzo tanto coinvolgente con cassa dritta che punta al nostro cuore e al nostro cervello. Alcune sonorità risultano lievemente stridenti.

“Astra ( overture )” offre spirali sonore avvolgenti ed impressioni solenni. Una sorta di canzone intermezzo. “Strings enigma” presenta l’arpa di Naomi Nathanson, una canzone della quale già abbiamo parlato sul nostro sito(https://www.systemfailurewebzine.com/antgul-strings-enigma/ ), canzone davvero incantevole…“Strings enigma” nell’album si amplifica di un’intro con una melodia di stessa arpa su tappeto di canto mono-tonale immerso in una foresta incantata. “Crystals & voices” arriva per sconvolgerci ancora. Altra cassa dritta su visioni sonore sgargianti. Una perla in questo disco…

Termina il tutto “Alchemy”, title track della serie. Qui spiccano i refrain intervallati con sonorità che sembrano aver la funzione di spezzare il ritmo. Qui come altrove synth tanto viaggianti. Dopo l’esordio il sound a tratti è più sostenuto: c’è tanto groove ritmico grazie ad una traccia di basso oltremodo potente. Verso metà pezzo arriva un refrain di synth da nenia infantile e quest’ultimo catalizza tanto l’attenzione dell’ascoltatore.

Antgul semplicemente ci offre wormhole sonori per altre dimensioni: la sua musica a tratti sembra provenire da mondi alternativi al nostro. Inoltre, come non sottolinearlo, produzione, mastering, ricercatezza sonora, songwriting ed appeal tutti di alto livello per un prodotto musicale che senza dubbio ha tutte le carte per destare un super interesse negli ascoltatori più attenti alle “vere novità” del “sottobosco underground” italiano…Per noi il miglior pezzo dell’album è “Crystals & voices”, una perla che va solo ascoltata, un’epifania alla quale è davvero difficile resistere…

“Alchemy” è il giusto portale per voi che siete stanchi di abitare sul pianeta Terra….

L’intensa ed elevata cover dell’album e stata concepita e realizzata dal graphic designer napoletano Ivano Cannamela.

“Alchemy”

Release date: 1 settembre 2020

Genere:

edm, techno, ambient

Label:

Al-Kee

Track list:

1. heartbeat

2. fade away

3. radioisotope

4. Astra ( overture )

5. strings enigma + intro

6. crystals & voices

7. alchemy

web links:

https://www.linkedin.com/in/antonio-gullo-1b3b931aa

https://www.instagram.com/antgul_tech/

https://www.facebook.com/AntGul-tech-113733263686269/

English version:

Antgul’s experiments never end. His “Alchemy” begins with the opener “Heartbeat”, a song that we have already defined on system failure with the following words: “A composite work that is somewhat labyrinthine and eccentric at the same time. It looks like Mr. Bungle translated into electronics … a melting pot of contrasts that seek the right balance, the right harmony, a melting pot of contrasts that is sometimes expressed with glitches “(https://www.systemfailurewebzine.com/antgul-heartbeat/).”

Then comes “Fade away”. Here we are in minimal techno territory as in other songs on this album. A leading beat is accompanied by psych / ambient / sci fi sonic digressions. A piece that for some, sounds at times industrial and sends our thoughts to a little bit of Nine inch Nails. There is no lack of more martial passages. Here too some glitches from time to time. A hard, rocky, relentless piece. The effects are so well balanced. Placed and plan very well.

Of “Radioisotope” we cannot help but notice the debut and release of a piece so ambient and psychedelic. How can we fail to notice some dissonances too? An engaging piece with a straight path that points to our heart and brain. Some sounds are slightly strident.

“Astra (overture)” offers enveloping sound spirals and solemn impressions. A kind of interlude song. “Strings enigma” presents Naomi Nathanson’s harp, a song we have already talked about on our site (https://www.systemfailurewebzine.com/antgul-strings-enigma/), a truly enchanting song … “Strings enigma” in The album is amplified by an intro with a melody of the same harp on a mono-tonal singing carpet immersed in an enchanted forest. “Crystals & voices” comes to shock us again. Another straight speaker on garish sound visions. A pearl in this record … The whole is finished with “Alchemy”, the title track of the series. Here the refrains interspersed with sounds that seem to have the function of breaking the rhythm stand out. Here as elsewhere are traveling synths. After the debut, the sound is at times more sustained: there is a lot of rhythmic groove thanks to an extremely powerful bass track. Towards the middle of the piece a synth refrain from a childish dirge arrives and the latter truly attracts the listener’s attention.

Antgul simply offers us sonic wormholes for other dimensions: his music at times seems to come directly from alternative worlds to ours. Furthermore, how can we not underline the production, mastering, sound refinement, songwriting, and appeal. All are of a high level for a musical product that undoubtedly has all the potential to arouse a superior allure in listeners who are more attentive to the “real news” of the “underground undergrowth” Italian … For us, the best piece of the album is “Crystals & voices”, a pearl that must only be listened to, an epiphany that is really difficult to resist. “Alchemy” is the right portal for you who are tired of living on planet Earth….

Album cover created and designed by the Neapolitan graphic designer: Ivano Cannamela

web links:

https://www.linkedin.com/in/antonio-gullo-1b3b931aa

https://www.instagram.com/antgul_tech/

https://www.facebook.com/AntGul-tech-113733263686269/