Alice’s Mirror – Through the mirror

Fulvio Bucci(voce, basso), Walter Antonio Lanotte(chitarra, bouzouki, chitarra lap steel), Eduardo Bucci(keyboards, voce) e Michele Di Modugno(batteria, batteria elettronica) sono gli Alice’s Mirror, band progressive rock da Ruvo di Puglia. Abbiamo ascoltato il loro disco dal titolo “Through the mirror” e quelle che seguono sono le nostre considerazioni a riguardo.

La prima e la seconda traccia portano lo stesso nome: “Fake communication”. La prima è strumentale mentre la seconda è anche cantata. La “Fake communication” strumentale fa pensare ad alcuni Pink Floyd per gran parte della canzone. Misteriosa all’inizio, tanto ariosa dopo. Walter Antonio Lanotte ci offre subito un solo di chitarra degno di nota. Nella “Fake communication” cantata si inizia di gran carriera e possiamo apprezzare progressioni tumultuose che ci travolgono. Soli di chitarra, tastiere oltre che azzeccate e il cantato di Fulvio Bucci ci stupiscono tanto: infatti, sono questi gli elementi che più colpiscono di questa band. La seconda “Fake communication” fa pensare ai King Crimson per alcuni tratti, per altri ancora ai Pink Floyd. Alcuni passaggi mandano la mente ad Emerson Lake e Palmer. Ancora un solo di chitarra degno di nota pure qui. Come non apprezzare delle tastiere fenomenali in alcune parti della canzone. Ascoltando questa band pensiamo anche al prog italiano: Area e PFM, tanto per fare qualche nome.

“Alice’s dance” parte guardinga con alcuni suoni allucinanti. Questa canzone, in alcune parti, sembra sconfinare in un rock sperimentale, da avanguardia. Cosa che possiamo appurare anche per altre parti del disco. Qui viene da pensare ai Genesis. Poi arriva la splendida “Ronin” con il suo arpeggio iniziale tanto toccante accompagnato anche da un piano magnifico. Tutto molto descrittivo. Poi entra il cantato tanto leggero di Fulvio Bucci su un sottofondo musicale davvero incantevole. Qui pensiamo ancora a King Crimson per alcuni tratti, mentre per altri ancora ad Emerson Lake e Palmer. Più o meno verso i 4 minuti la canzone diventa tanto esaltante con alcune progressioni fantastiche che sembrano voler “attorcigliare” il nostro cervello ed altre parti da rock sperimentale. Anche qui Walter Antonio Lanotte ci propone il solito solo di chitarra strabiliante.

Anche “Bach town” propone progressioni favolose, un vero e proprio labirinto sonoro. “Merigold” è tanto fiabesca per alcune sue parti e il cantato di Fulvio Bucci sempre tanto fulminante. “Jump the step” è sempre sperimentale ed inconsueta oltre a presentare le solite progressioni di grande valore. Splendida anche “Arabian carpet” con le sue parti oriental metal che fanno pensare ad Ignea, band ucraina oriental metal. E infatti c’è anche del metal in questo disco sorprendente grazie a questa canzone. Walter Antonio Lanotte mostra, ancora una volta, tutto il suo talento con la sua chitarra.

Dopo aver ascoltato “Through the mirror” non possiamo che dire che c’è un’eccellente produzione sonora, songwriting più che buono e tanta tecnica che rende il tutto superbamente scioccante, sbalorditivo. Le scelte stilistiche sono spesso irresistibili. Per poter apprezzare la bellezza di “Through the mirror” bisogna ascoltarlo varie volte perché è un dedalo sonoro avvolgente grazie al quale possiamo provare tante emozioni e sensazioni. Alice’s Mirror è per un pubblico selezionato di persone che amano il progressive rock, progressive rock arricchito anche da altro come abbiamo detto.

Alice’s Mirror ci offre musica pregiata, musica congegnata con uno sforzo eccelso. Il loro disco è da custodire come un monile prezioso…

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