>>After Crash – #Lostmemories

After Crash is about love and friendship”. Così Francesco Cassino e Nicola Nesi, da Bologna, sintetizzavano la propria band e la propria musica, e non è difficile immaginare il perché: “#Lostmemories”, il loro esordio, sembra voler urlare tutta la vita e tutto il presente che c’è dentro queste nove tracce. E senza bisogno di troppe parole. Sono inni all’esistenza, a tutto ciò che accade, alle separazioni e agli errori, al talento e alla magia di fare musica.

Queste sono le parole che leggiamo dal comunicato stampa giunto a System failure riguardo l’album di After Crash dal titolo #Lostmemories. In questo disco ascoltiamo muri sonori di grande ampiezza, muri sonori che ci investono come ondate marine inarrestabili come succede nel pezzo d’apertura We leave. Nella musica di After Crash troviamo tanta elettronica, elettronica sopraffine, elettronica preziosa ed elegante offerta da musicisti che prediligono una ricercatezza sonora maniacale.

Texture in pectore mostra la stessa potenza ed energia vibrante mostrata nella canzone precedente. Anche qui i tappeti sonori trasmettono vigore e potenza in grande quantità. Tra le influenze di questa band ci sono i Radiohead e i Telefon Tel Aviv. Con Don’t change for me arriva tanta delicatezza all’inizio della canzone anche se il beat resta lievemente sostenuto. C’è una sperimentazione sonora senza limiti dietro a questa band. C’è anche tanta profondità e spessore artistico come possiamo ascoltare in Don’t change for me.

In Leica ci sembra di ascoltare qualcosa dei suddetti Radiohead. Non solo. Pensiamo anche ad Apparat di alcune canzoni ascoltando questo pezzo o a James Blake. La musica di After Crash ci sembra molto adatta per una colonna sonora di un film. È spesso ambient e chill out. È incredibilmente travolgente ed ammaliante come una donna che si lascia desiderare esibendo tutta la sua femminilità.

Nella turbolenta Overrated ascoltiamo Jon Hopkins e ancora qualcosa di Apparat. Questa è una canzone davvero stupefacente, una canzone che ci ha fatto saltare dalla sedia per esclamare qualcosa che non si può dire in questa recensione. Poi arriva Timeless room con la sua morbida eleganza, con i suoi muri sonori scalpitanti. Stesse parole possono essere usate anche per Delplace e Organic summer. Transport chiude il tutto con la sua aria profonda e vibrante.

Che dire di questo disco? É proprio elettrizzante. #Lostmemories sembra una cronaca di viaggi in una dimensione onirica e surreale dove possiamo aver a che fare con meraviglie sonore di grande effetto.

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