Intervista a Niamh

1)Benvenuti su System failure. Come è nata questa band? Avete suonato in altre band prima? Insomma, raccontateci tutto…

[Mike] Io faccio tutt’ora parte degli Arcadia, Tom invece è un ex membro; mentre Bellix e Mateja hanno fatto entrambi parte degli Indigesti, storica punk band italiana. Ruotiamo quindi tutti nella solita scena musicale da tempo, anzi, lo strano era che ancora non avessimo fatto una band insieme! E’ stato infatti tutto naturale, una volta che ci siamo trovati, dare vita a qualcosa in cui crediamo e che ci dia nuovi stimoli.

2)Cosa vuol dire il nome Niamh?

[Mike] Il nome..beh, quelli più belli erano già stati tutti presi e allora…No vabbè, scherzi a parte, ci piace il suono e l’accostamento alla mitologia celtica. Niente di troppo profondo.

3)Su System failure abbiamo recensito il vostro disco Corax. Come è nato? Avete trovato difficoltà nel registrarlo? C’è qualche particolare aneddoto da raccontare?

[Mike] Per fortuna tutto è andato liscio, siamo stati molto pignoli in tutto il procedimento, sotto stretta sorveglianza di Cacao e Dave, miei compagni negli Arcadia, che ci hanno aiutato anche con le elettroniche in fase di composizione.

4)Se potessi ascoltare un solo brano di Corax su quale dovrei focalizzare la mia attenzione e perché?

[Mike] Non saprei, credo che ognuno rappresenti una piccola storia. Fanno tutti parte imprescindibile di un insieme, che è Corax. E per avere una cosa ben presente hai bisogno di analizzarne tutti gli aspetti. Così le canzoni vanno a comporre quel puzzle che è Corax.

5)Ci parlate della cover di Corax? Perché il corvo?

[Mike] Ci è piaciuta molto la figura del corvo: oscura, introspettiva, ma allo stesso tempo affascinante e misteriosa. Un po ‘come il nostro sound 😀

6)Con Corax siete riusciti a dare vita a sonorità cupe ed ammalianti. Come è nato il vostro particolare sound?

[Mike] Come spesso succede, da ascolti diversi e da esperienze musicali diverse. Spesso fondere elementi insieme è rischioso ma non ci siamo soffermati troppo e rifletterci, dando libero sfogo ai nostri istinti sonori.

7)Chi si occupa del songwriting?

[Mike] Spesso iniziamo improvvisando su quale riff di chitarra che tira fuori Tom, lo suoniamo come ci viene spontaneo. A volte la canzone è come se si componesse da sola, fluisce autonomamente; a volte invece ci scorniamo su alcuni dettagli per prove intere. Non so quale delle due situazioni dia frutti migliori, però alla fine siamo soddisfatti.

8)Voi che siete una band alternative metal come vedete la scena metal italiana?

[Mike] Da sempre mi ha sempre affascinato: tante buone idee, alcune più innovative di altre ma sempre competitive; banale dirlo ma ciò che manca sono le infrastrutture e il supporto. Forse dovremmo barattare un po’ di talento italiano con delle infrastrutture tedesche o americane.

9)Quale è la vostra massima aspirazione come band? In quale festival italiano o straniero sognate di suonare?

[Mike] Quando si parla della propria band, non si mettono mai limiti alle aspirazioni; quindi te le puoi facilmente immaginare. Fare un tour con i Metallica e un Wacken come la vedi? 😀

10)Per concludere, vi chiediamo di lasciare un messaggio ai nostri lettori….

[Mike] Un ringraziamento per lo spazio e il tempo che ci avete concesso! Se capitate in zona mentre suoniamo fate un salto a trovarci 

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