>>Chiara Priorini parla dell’euro

L’introduzione dell’euro nel 1999 è stata uno dei più importanti passi avanti verso l’integrazione europea, oltre ad essere uno dei principali successi dell’UE. Oggi milioni di cittadini europei lo usano quale moneta e ne godono i benefici….ma quali sono questi benefici? E soprattutto ci sono davvero dei benefici?

Quando è stato varato, il 1° gennaio 1999, l’euro è diventato la nuova moneta ufficiale di undici Stati membri, in sostituzione delle vecchie divise nazionali, come il marco tedesco o il franco francese e la lira italiana. La transizione è avvenuta in due fasi. Inizialmente l’euro è stato introdotto come moneta virtuale per i pagamenti non in contanti e a fini contabili, mentre le vecchie divise continuavano ad essere utilizzate per i pagamenti in contanti e considerate come “sotto-unità” dell’euro; successivamente, il 1° gennaio 2002, l’euro ha cominciato a circolare fisicamente, sotto forma di banconote e monete metalliche. «Chi ritiene che uscire dall’euro getterebbe l’Italia nel baratro non tiene conto delle reali condizioni in cui avvenne l’ingresso del nostro Paese nella moneta unica. Nei dodici anni successivi il rapportodebito/Pil è aumentato proprio perché la Banca d’Italia non aveva più la capacità diintervenire sul mercato primario». Sono le parole di Antonio Maria Rinaldi, professore di Economia internazionale all’Università di Chieti-Pescara.

Già nel lontano 1999, Paul Krugman, economista di stampo keynesiano e premio Nobel per l’Economia nel 2008 dichiarava: “Adottando l’Euro, l’Italia si è ridotta allo stato di una nazione del Terzo Mondo che deve prendere in prestito una moneta straniera, con tutti i danni che ciò implica”.

Altro pensiero esplicito di un premio Nobel per l’Economia nel 2001 è quello di Joseph Stiglitz che dichiara: “Questa crisi, questo disastro è artificiale e in sostanza questo disastro artificiale ha quattro lettere: Euro” .

Come non citare Friedman fondatore della Scuola di Chicago negli anni ’50: ” La spinta per l’Euro è stata motivata dalla politica, non dall’economia. Lo scopo è stato quello di unire la Germania e la Francia così strettamente da rendere una possibile guerra europea impossibile e di allestire il palco per i federali Stati Uniti d’Europa. Io credo che l’adozione dell’Euro avrà l’effetto opposto. Esacerberà le tensioni politiche convertendo shock divergenti che si sarebbero potuti prontamente contenere con aggiustamenti del tasso di cambio in problemi politici di divisioni. Un’unità politica può aprire la strada per un unità monetaria. Un’unità monetaria imposto sotto condizioni sfavorevoli si dimostrerà una barriera per il raggiungimento dell’unità politica”.

Ma nel quotidiano….nella vita quotidiana di milioni di persone che cosa ha veramente comportato? In che modo sono cambiate le vite delle persone, delle famiglie economicamente parlando? In meglio?!

di Chiara Priorini